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Per anni il mercato dei consumi voluttuari (moda, cosmesi, tempo libero, tech, automobili) ha dettato le tendenze estetiche e culturali dominanti. Ma oggi, in un contesto di fragilità economica crescente, questi stessi consumatori hanno perso potere d’acquisto e motivazione. Nel 2024 la quota di popolazione a rischio povertà o esclusione sociale è salita dal 22,8% del 2023 al 23,1% (Istat 2025). Di conseguenza, semplificando, si è via via indebolita la motivazione al consumo, all’ostentazione e alla prestazione, si è diffusa una sensazione di vuoto ed è cresciuta la fragilità psicologica.
Burnout Peeps è il trend che racconta questo scenario: una diffusa condizione di stanchezza, solitudine e perdita di senso che segna soprattutto le generazioni giovani dei paesi occidentali. Descrive la tendenza a vivere in una sorta di “presente continuo” senza una direzione né una visione di futuro.
Questo fenomeno, spesso descritto come “epoca della stanchezza”, si manifesta in vari ambiti culturali e con maggiore evidenza tra le giovani generazioni. Uno studio di Talker Research (2025), condotto negli Usa su un campione di 2000 individui tra i 18 e i 44 anni, rileva che un quarto di questi mostra un “picco di stress” intorno ai 42 anni, mentre per la Generazione Z e i Millennial più giovani, il picco si verifica ancora prima, in media intorno ai 25 anni. Tra le cause principali: la situazione lavorativa frustrante e le relazioni, affettive e famigliari insoddisfacenti. Byung-Chul Han, nel suo “La società della stanchezza”, già nel 2020 metteva in luce con chiarezza questo fenomeno, che oggi si presenta nella sua forma matura.
Questa condizione sta producendo una nuova estetica: spazi vuoti, individui isolati, scenografie fredde e desolate. Un esempio emblematico è la serie tv “Severance”, che esplora temi di alienazione e dissociazione personale nel contesto lavorativo, riflettendo le ansie contemporanee riguardo all’equilibrio tra vita professionale e privata. O la collezione “Concordians” di Rick Owens, ambientata in uno spazio austero, con luci fredde stroboscopiche, modelli alienati con teste rasate e lenti a contatto inquietanti.
La Commissione Europea ha riconosciuto ufficialmente l’urgenza di questo tema: nel 2025 è stato avviato il progetto Lonely-EU (“The Social Isolation and Loneliness in Europe Network: Evidence-Based Policy Recommendations on its Causes, Consequences, and Monitoring”), una rete internazionale di esperti per monitorare e contrastare l’isolamento sociale in Europa. Tra i partner principali, anche l’Università Statale di Milano.
