Macrotrends Droste 25

Atei devoti

Spiritualità

Concept

L’uomo occidentale sta cambiando. Smette di volere sempre più cose –  scarpe, borse, follower, riconoscimenti – e inizia, lentamente, a desiderare di meno: meno oggetti, meno apparenze, meno superficialità. Si fa spazio una tensione verso ciò che è autentico: relazioni serie, parole sincere, emozioni profonde. Si cerca musica che tocchi l’anima, arte che abbia un senso, gesti che siano veri e non esibiti. Una forma di “disintossicazione spirituale” che non si manifesta nelle chiese, né nelle istituzioni religiose tradizionali.
Gli evangelisti di questo nuovo corso spirituale sono filosofi, psicologi, storici, scienziati. Figure spesso dichiaratamente atee o agnostiche, ma animate da una forma di devozione radicale ai valori umani, alla verità, alla bellezza, alla responsabilità, ai valori umani e spirituali autentici, che supera quella di molti credenti praticanti..
Figure intellettuali e politiche che, pur non essendo credenti, riconoscono l’influenza culturale e storica del cristianesimo nella formazione dell’identità e della cultura occidentale. E’ una nuova categoria di pensatori, che si potrebbero definire devoti all’umano, al mistero dell’esistenza, alla ricerca di senso, alla responsabilità etica. Tra questi, si possono citare, Vito Mancuso, un teologo “eretico”, che parla di spiritualità libera, sganciata dai dogmi, fondata sull’armonia tra mente, corpo e spirito; Yuval Noah Harari, storico e filosofo, che riflette sulla crisi del senso in un’epoca di intelligenza artificiale e postumanesimo, sostenendo che la consapevolezza del presente sia la nuova forma di saggezza; Byung-Chul Han, filosofo coreano-tedesco, che denuncia la società della trasparenza e dell’iperattività, e propone il ritorno alla contemplazione, al silenzio, alla lentezza.
Emerge un bisogno di trascendenza immanente: una spiritualità non fondata sul miracolo o sulla promessa dell’aldilà, ma sul mistero dell’esistere, sull’intensità del qui e ora.
Da un lato, non si tratta di tornare a credere, ma di imparare ad essere presenti. Questi atei devoti non frequentano chiese, ma leggono i Salmi di Rilke, le lettere di Spinoza, le pagine di Tolstoj e Simone Weil. Trovano il sacro nell’arte, nella scienza, nella meditazione, nella parola che cura.

Campagne in questo trend

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