Concept
Mentre gli uffici marketing globali sono concentrati sulla Generazione Alpha (convenzionalmente nati tra il 2010 e il 2024) e molti “futuristi” hanno già iniziato a scrivere della neonata Generazione Beta, convenzionalmente iniziata il 1° gennaio 2025, rimangono inesplorati numerosi aspetti della Generazione Z (nati tra il 1995 e il 2009), la cui comprensione oggi sarebbe molto utile.
Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la visione che questa generazione ha del concetto di “lavoro”. Da un’analisi comparata delle migliori ricerche su questo argomento, emergono dati significativi. Un rapporto di Upwork del 2024, rileva che oltre la metà (52%) di questi individui negli Stati Uniti aspira ad un lavoro di freelance: una chiara tendenza verso l’autonomia lavorativa, con molti giovani che scelgono di operare in ambiti creativi, sviluppo software o servizi personali come il dogsitting, senza particolari pregiudizi verso settori specifici (1). Altri studi recenti evidenziano un calo nell’adesione alle associazioni sociali. Ad esempio, un articolo dell’ASAE Center del 2024 riporta che nel 2023 solo un quinto delle associazioni ha registrato un aumento dei membri, mentre la metà circa ha riportato una diminuzione: un dato che suggerisce una crescente distanza della Gen Z dalle organizzazioni associative tradizionali (2).
La combinazione di una crescente preferenza per il lavoro indipendente e un certo allontanamento dall’associazionismo tradizionale solleva interrogativi sul futuro delle relazioni sociali e professionali della Gen Z. Un recente studio di Deloitte (2024) avverte che le aziende potrebbero dover adattare profondamente le loro strategie di reclutamento e retention per attrarre e mantenere i giovani talenti, considerando l’importanza attribuita dalla Gen Z alla flessibilità lavorativa, al work-life balance e alla sensibilità verso alcune implicazioni etiche della produzione industriale.
In sintesi, la Gen Z si sta preparando al cambio generazionale, sostituendo i Boomers, nei ruoli guida delle aziende, ma esige di ridefinire le dinamiche lavorative e associative, privilegiando l’autonomia, la flessibilità e l’impegno in cause sociali: istanze che richiedono un profondo adattamento da parte delle istituzioni tradizionali per rispondere a queste aspettative.
