Macrotrends Droste 25

Uomini locusta

Paura

Concept

Nel cuore della produzione culturale — film, serie TV, videoclip, pubblicità, moda, social media — si fa strada, con rilevanza anomala, una figura inquietante: quella dell’uomo senza volto, senza interiorità, “senza io”. Un essere che vive attraverso le immagini degli altri, si mimetizza, si appropria delle personalità di altri e le consuma. Sono gli Uomini Locusta: creature che divorano modi di essere, stili, linguaggi per colmare un vuoto interno.
È l’evoluzione di quel processo che Zygmunt Bauman definiva “identità liquida”, ma spinta oltre: non più solo fluida o mutevole, bensì vuota, aspirata, predatoria. Dove un tempo c’era il desiderio di autenticità, oggi emerge una modalità parasociale di esistenza: vivere attraverso la copia, il riflesso, l’eco. Un’identità che non si costruisce, ma si ruba.
Gli uomini locusta sono sono “alieni tra noi”. Sono partner, amici, colleghi, follower. Figure vicinissime, ma emotivamente anestetizzate, spiritualmente disconnesse. Non provano empatia, ma solo ne imitano la forma. Non hanno pensiero critico, ma ne replicano i modelli, le apparenze.
Nelle immagini più disturbanti — come in Soul Eater, Mickey 17 o i precedenti The Idol o Euphoria.
L’Uomo Locusta è una personalità vampirica, che si nutre delle identità degli altri per simulare vitalità. Uno spettro dell’identità nell’epoca dell’imitazione algoritmica. E’ una metafora dell’uomo comune la cui esistenza è figlia di un sistema che premia la performance, l’ottimizzazione estetica omologante, la cultura figlia dell’ algoritmo. Sono il risultato di modelli precostituiti di successo (influencer, guru, performer emotivi) e di una cultura visiva che standardizza il volto umano, della società della rappresentazione futile, dell’entusiasmo immotivato, creature programmate per imitare, non per essere. La loro minaccia non è l’invasione, ma l’assimilazione, l’omologazione.
L’immaginario degli Uomini Locusta si connette al trend Starseed Mission, gli alieni criptoterrestri, in una versione horror: entità nascoste, simili a noi, ma non del tutto umane e, soprattutto, maligne..

Campagne in questo trend

  • Guardian Insurance

    The Real Horror is a Drunk Driver
    Social Media
  • Prada

    Ritual Identities
    Spot
  • Disney+, Fyrn

    The EDGEOFYØR Seat
    Spot
  • SOAR Foundation

    Face Not Recognized
    Altri media
  • BritBox

    See It Differently
    Spot
  • Mitsubishi

    Bring Out Your Adventurous Side
    Spot