Concept
Negli ultimi anni, in un crescendo impetuoso e allarmante culminato nella primavera-estate del 2022, l’agenda setting globale è stata via via letteralmente occupata dai temi del climate change, energy crisis, depopulation, economic collapse, war (a marzo 2022 si contano nel mondo 25 nazioni coinvolte in guerre – World Population Review).
Una spirale di minacce che Edgar Morin (101 anni) nel suo nuovo libro “Réveillons-nous!” attribuisce a una più generale “crisi del progresso”. In più, non si può dire che la situazione sia del tutto imprevista, dato che in un famoso rapporto del 1972, “I limiti della crescita”, il Club di Roma sosteneva che l’inquinamento e lo sfruttamento delle risorse stavano spingendo la Terra sull’orlo del baratro.
Sicuramente le prossime generazioni vivranno in un mondo molto diverso e probabilmente avranno opzioni molto limitate su dove vivere. Con un certo cinismo, è il momento di cercare un posto sicuro e pensare alla propria salvezza o anche a un migliore investimento immobiliare. Secondo informazioni tratte da articoli pubblicati da NASA, OMS, “Scientific American”, FAO, UNDP e altri enti e agenzie, per avere qualche chance di superare il disastro climatico, il luogo scelto deve essere: lontano dal mare ma anche dal deserto; posto a una certa altitudine, per ripararsi dalle alluvioni come dal caldo eccessivo; trovarsi in prossimità di consistenti fonti d’acqua; esse-re abbastanza esteso per ospitare una comunità sufficientemente numerosa così da garantire buoni livelli relazionali e la possibilità di riprodursi.
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